Mercoledì, 07 Dicembre 2016 14:57

Grazie a Master Maitre anche i camerieri ed il maitre diventano protagonisti al ristorante, al pari dello staff di cucina

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La prima edizione del concorso a Tecno&Food ha visto l’impegno anche di APPE e FIPE

Competenza, professionalità, doti relazionali, conoscenza delle lingue. Il lavoro del personale di sala è in continuo cambiamento per rispondere alle richieste di una clientela sempre più informata, esigente e cosmopolita. Cambiano i requisiti, e, di conseguenza, le figure professionali, che fin dai banchi di scuola devono prepararsi a questo futuro. La Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), attenta ad affiancare gli operatori della ristorazione sui temi della formazione professionale volta a tali cambiamenti, conferma il proprio impegno in questa direzione, in qualità di promotore del 1° Concorso Internazionale Master Maître in collaborazione con Fipe Veneto, Federalberghi Veneto, Confcommercio Veneto, Re.Na.I.A. (l’Associazione che raduna i migliori Istituti alberghieri italiani) e la rivista “L’albergo”.

Master Maître, svoltosi a Padova il 22 e 23 novembre 2016 durante la fiera Tecno&Food, è nato con l’obiettivo di rilanciare e stimolare la professione e la qualità del servizio di sala a partire dagli studenti degli Istituti professionali statali per i servizi alberghieri e della ristorazione (IPSSAR).

«Dopo la collaborazione con APCI (Associazione Professionale Cuochi Italiani) rivolta alla formazione dei futuri chef, l’impegno di FIPE non trascura un’altra parte fondamentale del nostro mondo e dei nostri professionisti, quella legata al servizio di sala, una mansione che va ben oltre il portare dei piatti ad un tavolo ma raccontarli, valorizzarli, captare l’interesse del cliente - dichiara Silvio Moretti di Fipe - Un lavoro, quello della nostra Federazione, che ha permesso la nascita di questo concorso. Un altro importantissimo tassello per creare un “ponte” sempre più stretto tra scuola e lavoro, una sfida che non può più essere rimandata e che Fipe ha colto puntando sulla formazione professionale dei giovani quale prezioso investimento per il futuro».

«Con questo evento che è stato apprezzato anche dal pubblico – sottolinea Giulio Biasion, direttore del periodico L’Albergo e coordinatore di Master Maître – abbiamo dimostrato che anche la “sala” può fare spettacolo ed essere appetibile a livello mediatico, proprio come già succede con la cucina. Comunicare questo settore e aumentare la sua visibilità significa anche contribuire alla sua crescita: se i giovani si dedicheranno con quella professionalità che già abbiamo riscontrato, le prospettive per il futuro sono buone. Siamo certi che preparazione, professionalità e successo di un ristorante sono dati in gran parte da un buon servizio e questo il pubblico lo percepisce».

Il concorso Master Maître ha visto la partecipazione di diversi IPSSAR italiani e anche stranieri: la classifica della fase finale ha visto al primo posto il Carlo Porta di Milano; al secondo il Bonaldo Stringher di Udine; al terzo il Bartolomeo Scappi di Castel S. Pietro Terme (Bologna).

La giuria di esperti - composta da Erminio Alajmo, vice presidente FIPE e presidente di Fipe Veneto, Silvio Moretti direttore dei servizi sindacali e formazione di FIPE, Giulio Biasion, amministratore di EdiHouse, Ilario Ierace, presidente di Re.Na.I.A., Lorenzo De Marco, di A.M.I.R.A., Giulia Cacciatore di Sambonet - ha esaminato le prestazioni degli istituti in alcuni momenti chiave del servizio, dagli stili all’organizzazione gerarchica: la brigata di un ristorante è infatti composta da diverse figure professionali che prevede un capo responsabile, il maître, che deve assicurare un servizio rapido, competente e di qualità, per rispondere alle esigenze della clientela.

In particolare i punti esaminati sono stati:

  • preparazione di un tavolo;
  • accoglienza del cliente: capacità relazionali e presentazione di un piatto attraverso lo storytelling (storia di un piatto e del suo territorio, abbinamento dei vini, portamento);
  • servizio di preparazione di un primo piatto;
  • servizio bevande: stappatura di acqua gasata e naturale; di un vino del territorio e relativo servizio; cenni di degustazione e abbinamento cibo/vino; scelta del bicchiere adatto e dell’attrezzatura del sommelier; servizio completo del caffè espresso;
  • cultura generale e lingua inglese.
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