Venerdì, 14 Ottobre 2016 12:32

Fondo integrazione salariale, obbligo di iscrizione anche per le aziende con meno di 15 dipendenti

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L’INPS ha fornito i necessari chiarimenti; i versamenti (retroattivi) partono da gennaio 2016

L’INPS, con la circolare n. 176 del 9/09/2016, fornisce le istruzioni operative per i datori di lavoro obbligati ad iscriversi al Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S.), previsto dall’articolo 29 del D. Lgs. 148/15, destinato a sostituire il precedente Fondo di solidarietà residuale.

Con tale circolare si illustra la nuova disciplina che, a decorrere da quest’anno, assicura una tutela ai dipendenti di datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti, appartenenti a settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti nell’ambito di applicazione della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e che non hanno costituito Fondi di solidarietà bilaterali.

Si evidenziano di seguito le principali novità.

 

Datori di lavoro interessati

Al Fondo di integrazione salariale contribuiscono unicamente i datori di lavoro che impiegano mediamente più di cinque dipendenti.

Con la circolare vengono fornite indicazioni per la determinazione della soglia dimensionale, su base mensile, con riferimento alla media occupazionale nel semestre precedente.  In particolare, sono inclusi:

  • i lavoratoria domicilio, dirigenti e gli apprendisti;
  • i lavoratori part-time che devono essere  computati nel complesso del numero dei lavoratori dipendenti in proporzione all'orario svolto, rapportato al tempo pieno;
  • i lavoratori intermittenti conteggiati in proporzione all'orario effettivamente svolto;
  • i lavoratori ripartiti computati nell’organico aziendale come parti di un’unica unità lavorativa.

Nella determinazione della media occupazionale, nel semestre devono essere ricompresi anche i periodi di sosta di attività e di sospensioni stagionali.

In caso di oscillazione del numero delle unità occupate in più o fino a cinque, l’obbligo sussiste unicamente nel periodo di paga successivo al semestre nel quale sono stati occupati, in media, più di cinque dipendenti.

 

Destinatari del Fondo di integrazione salariale

Le prestazioni del Fondo sono destinate a tutti i lavoratori subordinati, compresi gli apprendisti con contratto di tipo professionalizzante.

Per poter beneficiare delle prestazioni i suddetti lavoratori debbono far valere, presso l’unità produttiva interessata, almeno 90 giorni di effettivo lavoro. Rientrano nell’anzianità i periodi di ferie, festività e infortuni nonché di maternità obbligatoria.

 

Prestazioni erogate dal Fondo

Il Fondo di integrazione salariale garantisce due tipologie di prestazioni:

1) L’assegno di solidarietà

È una prestazione a sostegno del reddito garantita ai lavoratori dipendenti da datori di lavoro che, al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale nel corso della procedura di licenziamento collettivo o al fine di evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo, stipulano con le organizzazioni sindacali, comparativamente più rappresentative, accordi collettivi aziendali che stabiliscono una riduzione di orario.

La durata massima della prestazione è pari a 12 mesi in un biennio mobile. La riduzione media oraria non può essere superiore al 60 per cento dell’orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati. Per ciascun lavoratore la percentuale di riduzione complessiva dell’orario di lavoro non può essere superiore al 70 per cento nell’arco dell’intero periodo per il quale l’accordo di solidarietà è stipulato.

La riduzione dell’attività lavorativa deve avere inizio entro il trentesimo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

2. L’assegno ordinario

L’assegno ordinario spetta ai dipendenti di datori di lavoro che occupano mediamente più di quindici dipendenti, compresi gli apprendisti, nel semestre precedente la data di inizio delle sospensioni o riduzioni dell’orario di lavoro, posti in sospensione o riduzione di attività a seguito di:

  • Situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti, escluse le intemperie stagionali;
  • Situazioni temporanee di mercato;
  • Riorganizzazione aziendale;
  • Crisi aziendale, ad esclusione dei casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa.

Il periodo massimo di fruizione è fissato in 26 settimane in un biennio mobile.

 

Finanziamento delle prestazioni

Sono previste due diverse aliquote, differenti in ragione delle dimensioni aziendali.

Per le imprese da 6 a 15 dipendenti il contributo è stabilito nella misura dello 0,45%; le aziende che occupano più di 15 dipendenti sono tenute al versamento, invece, dello 0,65%. Le due misure - calcolate sulla retribuzione mensile imponibile ai fini previdenziali di tutti i dipendenti, esclusi i dirigenti - sono per due terzi a carico del datore di lavoro e per un terzo a carico del lavoratore.

Per quanto riguarda il versamento della contribuzione ordinaria, mentre i datori di lavoro con forza occupazionale superiore alle 15 unità sono già stati chiamati al versamento dall’1 gennaio 2016, le imprese da 6 a 15 dipendenti potranno regolarizzare i periodi da gennaio a settembre 2016 entro il 16 dicembre 2016. Da ottobre in avanti, lo 0,45% sarà ricompreso nell’ambito della contribuzione da versare mensilmente (quindi a partire dal 16 novembre).

 

Per eventuali chiarimenti rivolgersi all’ufficio Paghe APPE allo 049.7817233.

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