Venerdì, 09 Ottobre 2015 14:37

Troppe sagre: i ristoratori pronti a firmare per chiedere un regolamento che le disciplini

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Il Presidente Alajmo incontrerà l’assessore regionale Marcato

In Emilia Romagna l’Agenzia delle Entrate ha smascherato i “furbetti del no profit”

Continua ininterrotto lo svolgersi di sagre e feste che, anche nel periodo autunnale, animano il territorio di tutta la provincia di Padova e provocano le ire furibonde dei ristoratori e gestori di trattorie e pizzerie, che le accusano di sottrarre clientela e beneficiare ingiustamente di privilegi fiscali e normativi.

«Non siamo contrari alle sagre a prescindere - precisa Erminio Alajmo, Presidente dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) - ma una cosa è certa: così non si può più andare avanti».

«Ci sono tante sagre – puntualizza Alajmo – che valorizzano il territorio e i prodotti tipici, la cucina tradizionale e hanno positive ricadute sull’economia generale. Quello che non possiamo più tollerare – prosegue il Presidente – è che continuamente si organizzino eventi che non hanno nulla di tradizionale, ma hanno l’unico scopo di “fare cassetto” a tutto danno delle imprese e spesso con il patrocinio degli enti pubblici!».

Uno degli episodi segnalati dall’APPE è, ad esempio, la festa denominata “Serate d’autunno” che si svolgerà durante uno dei prossimi fine settimana a Selvazzano, con proposta di cucina a base di pesce, anche per asporto, con prenotazione “gradita” per gestire il previsto grande afflusso di clientela.

«Ci chiediamo – commenta Alajmo – quale sia la finalità della festa, quale sia il prodotto tipico del territorio che si vorrebbe promuovere, quali le aziende locali coinvolte … l’unica certezza è che, in quel fine settimana, tanti clienti invece di andare a pranzo e a cena nei ristoranti, andranno alla festa e, perciò, i ristoratori dovranno “lasciare a casa” i loro dipendenti».

Il fenomeno delle sagre ha ormai raggiunto dimensioni più che ragguardevoli: in Italia si stimano circa 28.000 eventi, tra sagre e feste, con un giro d’affari di quasi 600 milioni di euro. In provincia di Padova si organizzano ogni anno circa 400 feste e sagre, con un giro d’affari di oltre 7 milioni di euro.

«Siamo di fronte – dichiara Alajmo – a cifre impressionanti, e sarebbe bello sapere dove vanno a finire tutti questi soldigli organi di controllo, così solerti ed efficienti nel controllare le nostre attività, non si pongono qualche domanda?»

«Com’è possibile – continua il Presidente – che una Pro Loco del padovano accenda un mutuo di 150.000 euro, per giunta con fidejussione del Comune, per realizzare un centro che sarà dotato di cucine che, ovviamente, serviranno per le feste che continuamente saranno organizzate?»

«È una situazione paradossale: si organizzano feste per pagare il mutuo per la costruzione di un locale per svolgere attività di ristorazione e intrattenimento in concorrenza alle regolari attività… e il Comune fa da garante! La prossima volta che un nostro associato si vede rifiutare un finanziamento dalla banca, lo inviteremo a rivolgersi al Sindaco del Comune di appartenenza, per farsi dare una garanzia…»

L’Agenzia delle Entrate dell’Emilia Romagna, grazie a un controllo mirato, ha recentemente individuato una serie di soggetti con un alto “rischio fiscale”, smascherando vere e proprie attività commerciali che, utilizzando lo schermo del “no profit”, beneficiavano ingiustamente di privilegi tributari: tra imposte e sanzioni, sono state richieste dall’Erario diverse centinaia di migliaia di euro.

«È giunto il momento – afferma Alajmo – di distinguere le attività meritorie da quelle che avvantaggiano poche persone, a danno delle attività che vivono sul territorio, pagano le tasse, danno lavoro a tanti addetti e svolgono un servizio insostituibile di accoglienza e ristoro».

«Porteremo le nostre istanze – chiosa il Presidente APPE – al nuovo Assessore regionale al Commercio, il padovano Roberto Marcato e siamo certi che ascolterà le nostre ragioni. Chiederemo che la Regione si impegni affinché ogni comune si doti di un apposito regolamento che disciplini le attività temporanee di somministrazione e intrattenimento svolte in occasione di sagre e feste».

Ma all’APPE si stanno preparando azioni clamorose di protesta: in via Savelli sono già pronti i moduli per la raccolta firme per l’adozione di una legge regionale di iniziativa popolare.

«È un’azione che vorremmo evitare – conclude Alajmo – ma se servirà siamo pronti a tutelare i nostri associati con tutti i mezzi, compresa la raccolta delle firme»

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