Venerdì, 05 Giugno 2015 12:43

Il difficile rapporto dei pubblici esercizi con le banche

Vota questo articolo
(1 Vota)

Lo certifica la recente ricerca della FIPE con l’Università Roma Tre

 

Sono stati recentemente presentati i risultati di una ricerca condotta dall’Università Roma Tre, svolta in stretta collaborazione con FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), relativa alla struttura finanziaria delle imprese di ristorazione e la valutazione del merito creditizio.

«È importante ricordare – dichiara Filippo Segato, Segretario dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova – che il settore dei pubblici esercizi ha, nel quadro generale dell’economia del nostro Paese, un peso tanto importante quanto sottovalutato: quasi un milione di persone impiegate, un fatturato globale di quasi 50 miliardi di euro e un fatturato medio per impresa di circa 190.000 euro, mentre in provincia di Padova operano 3.200 aziende, con oltre 20.000 addetti ed un fatturato di circa mezzo miliardo di euro».

Dal 2009, le performance negative dell’economia italiana hanno creato una situazione di mercato avversa per gli operatori del settore dei pubblici esercizi (bar e ristoranti): in particolare, la ricerca mette in luce come il calo del potere d’acquisto del consumatore italiano abbia comportato un declino nelle spese per i consumi alimentari fuori casa.

«La crisi economica – conferma Segato – ha evidenti riflessi sulla gestione finanziaria delle imprese del settore, il che rende cruciale favorire interventi volti ad agevolare i rapporti tra le imprese e le banche, come ad esempio le garanzie (a prima richiesta o sussidiarie) erogate dai confidi (organismi di garanzia fidi) come Brenta Fidi, “braccio operativo” dell’APPE in campo finanziario».

La ricerca mette in luce come la prassi valutativa svolta dagli istituti bancari nei confronti delle aziende rimane tuttora ancorata ad aspetti quali i dati contabili e le garanzie fornite (reali e/o personali), mentre il progetto imprenditoriale e le prospettive di sviluppo futuro rimangono ancora in secondo piano.

La relazione tra pubblici esercizi e banche rimane caratterizzata, nella percezione degli imprenditori, da un lato, da relazioni personali con i funzionari di contatto e, dall’altro, da processi vissuti come poveri di informazioni significative e, quindi, considerati burocratici e ad alta intensità di documentazione cartacea richiesta.

Sul fronte delle banche, la frequenza delle richieste di informazioni “qualitative” rimane estremamente esigua e ciò pone in evidenza che la relazione tra banche e imprese dovrebbe essere oggetto di interventi di innovazione e razionalizzazione dal punto di vista informativo, per favorire più efficienti ed efficaci processi di valutazione.

«Proprio in questa fase – dichiara Franco Lago, direttore di Brentafidi – diventa cruciale il ruolo di “anello di congiunzione” dato dai Confidi, che sono il necessario veicolo di raccolta e trasmissione di informazioni che le imprese, da sole, non sanno trasmettere e le banche non sanno richiedere».

Il ruolo degli organismi di garanzia, quindi, non è soltanto quello di erogare fideiussioni a favore delle imprese, nei confronti delle banche, ma anche quello di affiancare l’imprenditore in tutte le varie fasi del processo del credito.

«È proprio così – conferma Lago – grazie all’intervento dei nostri consulenti possiamo aiutare l’imprenditore a decidere quale linea di credito utilizzare (breve, medio, lungo termine), quale forma creditizia (fido, prestito, mutuo), se vi siano i presupposti per richiedere eventuali contributi pubblici, e tanti altri aspetti».

I temi del credito, delle garanzie e dei contributi pubblici sono stati al centro del convegno gratuito, aperto a tutti gli associati, organizzato dall’APPE il 9 giugno.  

Per maggiori informazioni tel. 049.7817222 - email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..">

Letto 1353 volte
Devi effettuare il login per inviare commenti